La cedolare secca costituisce l’imposizione sostitutiva da applicare ai redditi da canoni di locazione sugli immobili.

Sostituisce l’Irpef e le addizionali comunali e regionali, oltre alle imposte di registro e di bollo sul contratto di locazione, sulla sua risoluzione e sulle sue proroghe.

Tale regime riguarda i redditi derivanti dalle case affittate a uso abitativo e si fonda su un doppio binario di aliquote:

  • il 10% per i contratti di locazione a canone concordato (sono contratti stipulati per immobili situati in  Comuni  metropolitani e limitrofi, solitamente quelli ad alta intensità abitativa);
  • il 21% in tutti gli altri casi.

 In entrambi i casi l’imposta è dovuta sul 100% del canone annuale.

Si tratta evidentemente di una aliquota inferiore rispetto quella ordinariamente applicata, posto che l’IRPEF ordinaria prevede una tassazione minima del 23% sul 95% del canone percepito.

Le valutazioni di convenienza non può tuttavia che essere demandata al singolo contribuente, in relazione alla specifica situazione fiscale e le implicazioni che tale regime di tassazione può avere sul calcolo dell’ISEE.

L’opzione per il regime della cedolare secca può essere esercitata in diversi momenti: al momento della stipula del contratto, alla scadenza di ogni annualità, al momento della proroga del contratto.

Con  diverse modalità: attraverso la presentazione ad uno sportello dell’Agenzia delle Entrate, in formato cartaceo, del modello 69, oppure con l’invio telematico del modello RLI, fino al 2013 era in uso il modello SIRIA.

Il regime di tassazione della cedolare secca presuppone un vantaggio non solo in capo al proprietario, ma anche in favore del conduttore, poiché per tutto il periodo di vigenza dell’opzione il proprietario rinuncia agli aumenti ISTAT che in genere il contratto di locazione prevede; tale rinuncia deve essere comunicata all’inquilino tramite lettera raccomandata, nello stesso momento in cui si effettua l’opzione.

Coloro che hanno esercitato tale opzione, in sede di presentazione della dichiarazione devono produrre:

  • visura catastale dell’immobile locato (dati relativi all’immobile);
  • contratto di locazione registrato (dati relativi alla registrazione del contratto);
  • lettera e ricevuta della raccomandata inviata al conduttore nella quale si rinuncia all’aumento del canone indicato nel contratto;
  • modello RLI oppure modello Siria o modello 69 ove previsto;
  • Dichiarazione dei redditi dell’anno precedente e relativi versamenti, ove previsti.

 

 

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